martedì, 25 marzo 2008
Qualche giorno fa discutevo con un amico riguardo al fenomeno "Playstation", capace di avvicinare il videogame anche a fasce di utenza non hardcore (si pensi alle ragazze, padri di famiglia, mamme etc.). Le motivazioni secondo me vanno oltre la pirateria (che è sempre esistita anche dai tempi delle piattaforme 8/16 bit) ma sinceramente non sono mai riuscito a capire il reale motivo di questo boom del videogame di fine anni '90.
Attendo pareri.
postato da: gianlucamasina alle ore 13:24 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, 11 febbraio 2008
Vi rendo partecipi di un mio progetto. Cosa ne pensate?
Attendo vostri commenti!
postato da: gianlucamasina alle ore 09:32 | Permalink | commenti
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domenica, 30 dicembre 2007


Segnalo la pubblicazione dell'articolo "vento dell'Est", un mio dossier riguardante le software house presenti in Asia (in particolare India, Singapore, Twain) e in Russia. Se vi capitasse di leggerlo fatemi avere le vostre impressioni.
postato da: gianlucamasina alle ore 21:29 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 18 settembre 2007
Ho scritto un articolo riguardante l'evento che si terrà il prossimo 27 Ottobre in molte località italiane. In questo si parla di Udine.
Che ne pensate?
postato da: gianlucamasina alle ore 12:51 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 15 settembre 2007





Che ne pensate? Attendo commenti e sopratutto proposte. ;)
postato da: gianlucamasina alle ore 11:48 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 02 agosto 2007

Le librerie e le edicole, anche nell’era di Internet, sono sempre piene di nuove proposte editoriali di ogni genere e per tutti i gusti e questo denota un ampio interesse da parte degli editori della carta stampata. Questo dossier ha dato la parola agli scrittori, coloro i quali, con le loro produzioni, sono in grado di coinvolgere e suscitare emozioni nel lettore. Ecco come nasce un libro.



“Tutto comincia da un pagina bianca”, confessa Fabio Marzocca, ingegnere elettronico e romanziere per hobby. “Le parole cominciano a fluire senza conoscerne l’effettiva destinazione. Mi preoccupo infine dello stile e i dettagli della trama”. Marco Rufini, cinquantenne scrittore perugino, si concede “Uno studio e lettura degli argomenti inerenti al romanzo che ho in mente, interviste con persone significative riguardo alla trama e ai personaggi”. Secondo lo scrittore Andrea Frediani, autore di numerosi romanzi di successo e saggi di storia militare, è bene distinguere: “Nel caso di un’opera di saggistica lavoro sulle informazioni, mentre per un romanzo informazioni e stesura procedono di pari passo”. “Ho chiari in testa l’inizio, la fine e qualche snodo, è fondamentale sapere dove si deve andare a parare, come diceva Truman Capote”, interviene la fiorentina Federica Bosco, al suo terzo romanzo.


Internet è molto utilizzato dagli autori, spesso non ci si accontenta soltanto di Google (e suoi i servizi come Book, Scholar, Maps) e Wikipedia. Siti come Internet Medieval Sourcebook e Bizantine Sources in Translation, ad esempio, offrono testi antichi in formato elettronico, spesso tradotti e addirittura dotati di apparato critico. Piero Vereni - ricercatore di storia della cultura materiale presso l’Università della Calabria - segnala Internetculturale.it, in particolare le Homepage dell’OPAC (Online Public Access Catalog nda), Library of Congress e della BNF (Bibliothèque nationale de France nda), tuttavia “Acquisto anche articoli dai siti di editori come Taylor & Francis, per le riviste specializzate mi reco in biblioteca e lavoro su appunti e riproduzioni”. Secondo il giornalista Sergio Maistrello non si devono sottovalutare blog e social network (per esempio Neurona, Flickr, YouTube, LinkedIn nda) poiché “Offrono consolidate fucine di stimoli creativi”. Su Internet si trovano anche grossolani errori storici o di valutazione, sui blog il parere di un singolo autore ovviamente non è la verità assoluta: “Mantengo sempre un certo distacco, uso pochissimo la Grande Rete per la ricerca delle fonti”, dice Marzocca.


A proposito di Internet e di tecnologia in generale, molti si chiedono se e come si evolverà il libro. “In futuro avremo degli apparecchi in grado di trasportare i contenuti digitali e farceli leggere con un’esperienza paragonabile a quella della carta”, afferma Tommaso Tessarolo, consulente per le reti Mediaset. “Sarebbe comodo un dispositivo grande come un foglio A4 in grado di contenere tutta la biblioteca con cui sto attualmente lavorando”. Al momento la pagina cartacea però, offre una dimensione che sfugge a quella del PC: “Me ne accorgo nel corso della rilettura delle bozze dove non mi sfuggono particolari che invece mi sfuggono davanti al monitor”, confessa Rufini. Di fronte all’innovazione tecnologica si deve cercare di fare un quadro del settore editoriale. Secondo Vereni bisogna distinguere tra l’editoria legata al giornalismo e quella scientifica. La prima deve necessariamente ripensarsi a fondo, poiché il giornalista, grazie ai social network e ai blog, ha perso la sua funzione sacerdotale, di custode dell’informazione cui solo lui poteva accedere e distribuire.


Marzocca accusa l’editoria di aver assunto caratteristiche della società medievale, un distacco tra ricchi e poveri: “Le moderne tecnologie hanno fatto fiorire il settore di piccoli gruppi che si ritengono editori ma che invece hanno solo la sembianza di tipografi del terzo millennio. Viene meno la figura dell’antico editore, profondo conoscitore letterario che esplorava i testi proposti con l’occhio del critico in cerca di un nuovo talento. Si valuta il valore commerciale di un testo piuttosto che quello artistico/letterario. Se dovesse nascere un nuovo Thomas Mann rischieremmo di non accorgercene!”.


Per gli esordienti dunque non è semplice approdare nel settore. “Incontrai difficoltà per le prime opere – interviene Frediani - in quanto non tutti sono disposti ad investire su un esordiente, dovetti far girare il mio nome all’interno di riviste specializzate”. Rufini collezionò alcune lettere di rifiuto agli inizi della carriera, anche dal suo attuale editore: “Mi hanno rifiutato due opere che sto per riproporre in versione riveduta e corretta”. Ribatte Frediani: “Nessun editore è autolesionista. Scrivere non è più faccenda per pochi eletti, basta avere idee che incontrano l’interesse del pubblico, senza pur essere dotati di particolare talento letterario”. Per Vereni si deve parlare di criticità, “Nella saggistica il mio committente ha bisogno di sapere in anticipo il suo potenziale mercato. Soprattutto con le piccole case editrici l’autore ha e dovrebbe avere un ruolo centrale nell’individuare il target. La saggistica, ad esempio, lascia poco spazio agli outsider universitari, trovano spesso poco ascolto da parte degli editori, poiché non sono in grado di garantire un mercato sicuro”. Secondo Tessarolo, il digitale (come dinamica di produzione, distribuzione e fruizione) è sicuramente vincente, ma “Si tengono a preferire argomenti fortemente nazional popolari, o romanzi di autori di successo”. Rufini sostiene che “Nell’arte non esiste democreazione, ci sono rigide e feroci scale di valori. La qualità sopravvive comunque, nel sottobosco”. A questo proposito Vereni propone di “Leggere e scrivere in inglese e soprattutto raccontare ai non italiani, la vita sociale di questo Paese!”.


Le diversità di giudizi e i consigli degli intervistati sottolineano che anche il settore del libro non è di facile interpretazione e il talento di uno scrittore spesso non basta se non esistono adeguate capacità di comunicazione. Vedere il proprio lavoro in vendita sugli scaffali può essere un’utopia o almeno non immediato. Internet, tuttavia, è un veicolo di promozione artistica non indifferente, un pizzico di tenacia e determinazione possono poi fare la differenza.

postato da: gianlucamasina alle ore 06:59 | Permalink | commenti (22)
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martedì, 17 luglio 2007
"La casa che vuoi, dove la cerchi", recita lo slogan di xKasa: "E’ un motore di ricerca completamente gratuito, basato su Google Maps - dice Gianluca Ciralli, ideatore e sviluppatore del servizio - abbiamo puntato sul settore immobiliare perché il panorama italiano non disponeva di un’applicazione che funzionasse da aggregatore".
Mediante una cartina geografica si accede alla località interessata in modo da inserire o soltanto consultare le varie proposte di affitto/acquisto appartamenti. Nel sito sono presenti inoltre lezioni sottoforma di filmato che spiegano le principali funzionalità messe a disposizione.

Oltre all'immobiliare un altro settore che non conosce flessioni in Italia è senza dubbio quello della ristorazione. 2Spaghi offre all’utente un motore di suggerimenti o meglio "un Amazon dei ristoranti dove poter scoprire, in base alle proprie preferenze ristoranti nuovi dove andare", afferma con fierezza Marco Palazzo, uno dei fondatori del progetto con Stefano Massimino.

Coinvolgere gli utilizzatori è fondamentale, esempi come YouTube e Flickr insegnano. 2Spaghi e xKasa, due ammirevoli iniziative ma - per alcuni versi – accomunate dalle medesime difficoltà. Secondo Ciralli per ottenere visibilità bisogna purtroppo investire molte risorse in attività di ricerca stipulando accordi con siti già affermati nello stesso mercato di riferimento. 2Spaghi è stato pubblicizzato esclusivamente attraverso il passaparola all’interno della blogsfera italiana: "Abbiamo diverse tipologie di utenza che accedono al nostro servizio, dai ventenni che scrivono commenti sui ristoranti, ai cinquantenni appassionati di buona cucina", confessa Palazzo.

L’aumento del traffico di rete necessita di conseguenza di adeguate strutture. Ciralli, per quanto riguarda xKasa, afferma che presto occorreranno server indipendenti e connettività dedicata, ciò significherà investire qualche migliaio di euro l’anno. "I nostri costi di gestione ammontano a poche centinaia di euro per i servizi di hosting e memorizzazione dei dati – aggiunge Palazzo – le notti insonni trascorse durante lo sviluppo e le implementazioni rappresentano un grosso sacrificio". Perché di notte? E’ necessario svolgere attività extra in quanto non ci si rientra con i costi di gestione: "Se potessimo fare di 2Spaghi il nostro unico lavoro cresceremmo più rapidamente".

In Italia tanti progetti purtroppo stentano a decollare per diversi motivi: "L’unico vero caso di successo della rete italiana è Splinder, che a quanto mi risulta ha coinvolto anche il mondo universitario e della ricerca - afferma Palazzo - per il resto vedo tanta buona volontà e grandi capacità da parte dei giovani ma sono lasciati un po’ a loro stessi". Forse sarebbe il caso di incentivare i progetti Open Source, ma soprattutto "i mass media devono smettere di associare Internet esclusivamente con i fatti di cronaca nera", conclude Ciralli. Servirebbe poi una maggiore copertura della banda larga sul territorio. Un ostacolo non da poco.
postato da: gianlucamasina alle ore 21:25 | Permalink | commenti (8)
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giovedì, 26 aprile 2007
Ciao a tutti,
è stato pubblicato un mio articolo su IlSole24Ore, inserto Nova24 (pag. 6)!
Commenti please.
postato da: gianlucamasina alle ore 07:22 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 10 aprile 2007
Seconda puntata della rubrica Talent Zone di The Games Machine in versione podcast.
Ecco il feed:

sbeng77.altervista.org/talent_podcast2.xml

Che ne pensate?
postato da: gianlucamasina alle ore 17:22 | Permalink | commenti
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martedì, 06 marzo 2007
Ecco un progetto a cui credo molto, la rubrica Talent Zone direttamente sul podcast:


http://sbeng77.altervista.org/talent_podcast1.xml

Giudizi please!
postato da: gianlucamasina alle ore 13:00 | Permalink | commenti
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