Attendo pareri.

Le librerie e le edicole, anche nell’era di Internet, sono sempre piene di nuove proposte editoriali di ogni genere e per tutti i gusti e questo denota un ampio interesse da parte degli editori della carta stampata. Questo dossier ha dato la parola agli scrittori, coloro i quali, con le loro produzioni, sono in grado di coinvolgere e suscitare emozioni nel lettore. Ecco come nasce un libro.
“Tutto comincia da un pagina bianca”, confessa Fabio Marzocca, ingegnere elettronico e romanziere per hobby. “Le parole cominciano a fluire senza conoscerne l’effettiva destinazione. Mi preoccupo infine dello stile e i dettagli della trama”. Marco Rufini, cinquantenne scrittore perugino, si concede “Uno studio e lettura degli argomenti inerenti al romanzo che ho in mente, interviste con persone significative riguardo alla trama e ai personaggi”. Secondo lo scrittore Andrea Frediani, autore di numerosi romanzi di successo e saggi di storia militare, è bene distinguere: “Nel caso di un’opera di saggistica lavoro sulle informazioni, mentre per un romanzo informazioni e stesura procedono di pari passo”. “Ho chiari in testa l’inizio, la fine e qualche snodo, è fondamentale sapere dove si deve andare a parare, come diceva Truman Capote”, interviene la fiorentina Federica Bosco, al suo terzo romanzo.
Internet è molto utilizzato dagli autori, spesso non ci si accontenta soltanto di Google (e suoi i servizi come Book, Scholar, Maps) e Wikipedia. Siti come Internet Medieval Sourcebook e Bizantine Sources in Translation, ad esempio, offrono testi antichi in formato elettronico, spesso tradotti e addirittura dotati di apparato critico. Piero Vereni - ricercatore di storia della cultura materiale presso l’Università della Calabria - segnala Internetculturale.it, in particolare le Homepage dell’OPAC (Online Public Access Catalog nda), Library of Congress e della BNF (Bibliothèque nationale de France nda), tuttavia “Acquisto anche articoli dai siti di editori come Taylor & Francis, per le riviste specializzate mi reco in biblioteca e lavoro su appunti e riproduzioni”. Secondo il giornalista Sergio Maistrello non si devono sottovalutare blog e social network (per esempio Neurona, Flickr, YouTube, LinkedIn nda) poiché “Offrono consolidate fucine di stimoli creativi”. Su Internet si trovano anche grossolani errori storici o di valutazione, sui blog il parere di un singolo autore ovviamente non è la verità assoluta: “Mantengo sempre un certo distacco, uso pochissimo
A proposito di Internet e di tecnologia in generale, molti si chiedono se e come si evolverà il libro. “In futuro avremo degli apparecchi in grado di trasportare i contenuti digitali e farceli leggere con un’esperienza paragonabile a quella della carta”, afferma Tommaso Tessarolo, consulente per le reti Mediaset. “Sarebbe comodo un dispositivo grande come un foglio A4 in grado di contenere tutta la biblioteca con cui sto attualmente lavorando”. Al momento la pagina cartacea però, offre una dimensione che sfugge a quella del PC: “Me ne accorgo nel corso della rilettura delle bozze dove non mi sfuggono particolari che invece mi sfuggono davanti al monitor”, confessa Rufini. Di fronte all’innovazione tecnologica si deve cercare di fare un quadro del settore editoriale. Secondo Vereni bisogna distinguere tra l’editoria legata al giornalismo e quella scientifica. La prima deve necessariamente ripensarsi a fondo, poiché il giornalista, grazie ai social network e ai blog, ha perso la sua funzione sacerdotale, di custode dell’informazione cui solo lui poteva accedere e distribuire.
Marzocca accusa l’editoria di aver assunto caratteristiche della società medievale, un distacco tra ricchi e poveri: “Le moderne tecnologie hanno fatto fiorire il settore di piccoli gruppi che si ritengono editori ma che invece hanno solo la sembianza di tipografi del terzo millennio. Viene meno la figura dell’antico editore, profondo conoscitore letterario che esplorava i testi proposti con l’occhio del critico in cerca di un nuovo talento. Si valuta il valore commerciale di un testo piuttosto che quello artistico/letterario. Se dovesse nascere un nuovo Thomas Mann rischieremmo di non accorgercene!”.
Per gli esordienti dunque non è semplice approdare nel settore. “Incontrai difficoltà per le prime opere – interviene Frediani - in quanto non tutti sono disposti ad investire su un esordiente, dovetti far girare il mio nome all’interno di riviste specializzate”. Rufini collezionò alcune lettere di rifiuto agli inizi della carriera, anche dal suo attuale editore: “Mi hanno rifiutato due opere che sto per riproporre in versione riveduta e corretta”. Ribatte Frediani: “Nessun editore è autolesionista. Scrivere non è più faccenda per pochi eletti, basta avere idee che incontrano l’interesse del pubblico, senza pur essere dotati di particolare talento letterario”. Per Vereni si deve parlare di criticità, “Nella saggistica il mio committente ha bisogno di sapere in anticipo il suo potenziale mercato. Soprattutto con le piccole case editrici l’autore ha e dovrebbe avere un ruolo centrale nell’individuare il target. La saggistica, ad esempio, lascia poco spazio agli outsider universitari, trovano spesso poco ascolto da parte degli editori, poiché non sono in grado di garantire un mercato sicuro”. Secondo Tessarolo, il digitale (come dinamica di produzione, distribuzione e fruizione) è sicuramente vincente, ma “Si tengono a preferire argomenti fortemente nazional popolari, o romanzi di autori di successo”. Rufini sostiene che “Nell’arte non esiste democreazione, ci sono rigide e feroci scale di valori. La qualità sopravvive comunque, nel sottobosco”. A questo proposito Vereni propone di “Leggere e scrivere in inglese e soprattutto raccontare ai non italiani, la vita sociale di questo Paese!”.
Le diversità di giudizi e i consigli degli intervistati sottolineano che anche il settore del libro non è di facile interpretazione e il talento di uno scrittore spesso non basta se non esistono adeguate capacità di comunicazione. Vedere il proprio lavoro in vendita sugli scaffali può essere un’utopia o almeno non immediato. Internet, tuttavia, è un veicolo di promozione artistica non indifferente, un pizzico di tenacia e determinazione possono poi fare la differenza.